function
isDateValid(dateCrt)
{
var datePat = /^(\d{4})(\/|-)(\d{2})(\/|-)(\d{2})$/;
var matchArray = dateCrt.match(datePat); // il formato è corretto?
if(matchArray == null && dateCrt != "")
{
return false;
}
return true;
} // isDateValid
function
checkDatiAderisci(modulo)
{
if(modulo.search.value == "")
{
modulo.search.focus();
alert("Inserire la parola da ricercare.");
return false;
}
return true;
}
Home |
Italia dei Valori |
Facebook |
Twitter |
Idv Channel |
Biografia |
Iscriviti |
Scrivimi |
1 - Lavoro (Video)
Commenti (724)
| Scrivi
2 - Economia e finanza (Video)
Commenti (488)
| Scrivi
3 - Sicurezza e immigrazione (Video)
Commenti (210)
| Scrivi
4 - Giustizia (Video)
Commenti (490)
| Scrivi
5 - Informazione (Video)
Commenti (213)
| Scrivi
6 - Famiglia e diritti delle persone (Video)
Commenti (210)
| Scrivi
7 - SanitÃ
Commenti (174)
| Scrivi
8 - Ambiente e qualità della vita (Video)
Commenti (288)
| Scrivi
9 - Riforme istituzionali e riduzione dei costi della politica (Video)
Commenti (373)
| Scrivi
10 - Politica estera e integrazione europea (Video)
Commenti (166)
| Scrivi
11 - Scuola, Università , Ricerca
Commenti (165)
| Scrivi
Visita il nostro canale
APPUNTAMENTI
Gli incontri con me e le persone del mio partito
Antonio Di Pietro ospite a 'Linea notte'
Lunedì 26 Luglio 2010 ore 22:45
Antonio Di Pietro in Abruzzo
Giovedì 5 Agosto 2010 ore 18:30
COMUNICATI STAMPA
I comunicati dell'Ufficio Stampa di Italia dei Valori
Giambrone: A Berlusconi daremo due nobel nel 2013
ore 19:26
Caforio: Cordoglio e solidarietà , ma basta restare in Afghanistan
ore 19:09
Credito fiorentino. Lannutti: ora commissari affidabili, vigileremo su nomine
ore 15:03
ARCHIVIO
- Scegli il mese -
Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009
Agosto 2009
Luglio 2009
Giugno 2009
Maggio 2009
Aprile 2009
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008
Agosto 2008
Luglio 2008
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007
Dicembre 2006
Novembre 2006
Ottobre 2006
Settembre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
- Scegli la categoria -
Economia
Giustizia
Informazione
Lavoro
Politica
SocietÃ
28 Luglio 2010
Pdl polare
Ieri scrivevo di Verdini. Lo invitavo a rimanere nel suo partito, il Pdl, nonostante le tensioni interne di chi lo avrebbe voluto espellere.
La permanenza nel partito degli indagati rappresenta un po' un marchio di riconoscimento per gli elettori alle urne. Il presidente del Consiglio, qualche ora dopo, commentando un'operazione dei carabinieri, probabilmente provato dalla fatica, si sbilanciava comicamente con un:  âLa legalità è la mia stella polareâ. Una stella offuscata, si direbbe, dando un'occhiata a quelle che, sulla carta, compongono poi il Pdl, partito di cui è presidente.
Il Fatto Quotidiano ha stilato, con tanto di dettagli, un elenco esaustivo di "stelle polari" da non seguire. Lo ripropongo di seguito. Ecco cos'è il Pdl e chi hanno mandato in parlamento coloro che lo hanno votato. Ecco cos'è la politica ai tempi di Berlusconi.
L'elenco pubblicato da "Il Fatto Quotidiano"
Abrignani Ignazio (deputato): è stato indagato a Milano per dissipazione post fallimentare nelle indagini sulla bancarotta Cit, agenzia di viaggi dello Stato.
Berlusconi Silvio (premier): 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.
Berruti Massimo (deputato): condannato a 8 mesi per favoreggiamento per aver depistato nel 1994 le indagini sulle tangenti Fininvest.
Brancher Aldo (deputato): condannato in secondo grado per falso in bilancio e finanziamento illecito, reato prescritto (il primo) e depenalizzato (il secondo). à imputato anche per la scalata Bnl, per la quale i suoi legali hanno chiesto il legittimo impedimento nel breve periodo in cui è stato ministro per il Federalismo.
Caliendo Giacomo (senatore e sottosegretario): indagato nellâinchiesta sulla nuova P3.
Camber Giulio (senatore): condannato a 8 mesi per millantato credito nellâambito della Kreditna Banka. Era accusato di aver preso 100 milioni di lire.
Cantoni Giampiero (senatore): ha patteggiato 2 anni per corruzione e poi per concorso in bancarotta fraudolenta.
Ciarrapico Giuseppe (senatore): 5 condanne definitive fin dagli anni â70 per falso e truffa.
Comincioli Romano (senatore): imputato per false fatture e bilanci truccati di Publitalia, poi prescritto. Nel 2008 la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge la richiesta di usare le intercettazioni delle sue telefonate con Stefano Ricucci per la scalata al Corriere della Sera.
Cosentino Nicola (deputato ed ex sottosegretario): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta dâarresto. Indagato anche nellâinchiesta sulla P3.
De Angelis Marcello (deputato): condannato a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva come dirigente del gruppo neofascista Terza Posizione.
De Gregorio Sergio (senatore): è stato indagato a Napoli per riciclaggio e favoreggiamento della camorra e corruzione.
DellâUtri Marcello (senatore): sette anni in appello per concorso in associazione mafiosa per le contestazioni precedenti il 1992. Ã indagato a Roma nellâinchiesta sulla P3. Ã accusato di calunnia per aver ordito un piano per screditare alcuni pentiti palermitani che lâavevano accusato nel processo per associazione mafiosa. Deve anche riaffrontare il processo per tentata estorsione ai danni dellâimprenditore siciliano Vincenzo Garaffa.
De Luca Francesco (deputato): è stato indagato per tentata corruzione in atti giudiziari: il clan camorristico dei Guida si sarebbe rivolto a lui per un processo in Cassazione.
Farina Renato (deputato): ha patteggiato 6 mesi (pena commutata in una multa di 6.480 euro) per favoreggiamento nel processo per il sequestro di Abu Omar.
Fasano Vincenzo (senatore): condannato a 2 anni per concussione nel 2007, pena indultata.
Firrarello Giuseppe (senatore): arrestato e condannato in primo grado a Catania a 2 anni e 6 mesi per turbativa dâasta per le tangenti sulla costruzione dellâospedale Garibaldi. Poi prescritto.
Fitto Raffaele (deputato e ministro): rinviato a giudizio per sei reati, prosciolto per altri cinque. Ancora aperti 2 casi di corruzione, un illecito nei finanziamenti ai partiti, 1 peculato da 190 mila euro e 2 abusi dâufficio.
Grillo Luigi (senatore): Lâassemblea del Senato ha negato lâuso delle intercettazioni nellâambito della Banca popolare di Lodi. Prescritto a Genova per truffa per la Tav.
Landolfi Mario (deputato): è stato indagato per corruzione e truffa. Nella stessa inchiesta 5 pentiti chiamano in causa Nicola Cosentino.
Matteoli Altero (senatore e ministro): rinviato a giudizio per favoreggiamento riguardo un abuso edilizio allâisola dâElba. La giunta della Camera ha negato lâautorizzazione a suo carico.
Messina Alfredo (senatore): è stato indagato per favoreggiamento nella bancarotta di HDC.
Nania Domenico (senatore): condannato nel 1980 a 7 mesi per lesioni quando militava neigruppi di estrema destra. Condannato in primo grado per abusi edilizi. Poi prescritto.
Nespoli Vincenzo (senatore): accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Lâaula del Senato ha negato lâarresto.
Nessa Pasquale (senatore): accusato di concussione, il pm aveva chiesto lâautorizzazione allâarresto.
Paravia Antonio (senatore): arrestato per corruzione nel 1995, prescritto nel 2004.
Proietti Cosimi Francesco (deputato): è stato indagato a Potenza con Vittorio Emanuele per la truffa ai Monopoli. Roma ha archiviato. à stato indagato anche nella Capitale per il filone legato agli ambulatorie alla ex signora Fini Daniela Di Sotto.
Russo Paolo (deputato): archiviato per lâipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa quando era Presidente della Commissione parlamentare rifiuti. Ã stato indagato anche per violazione della legge elettorale.
Scapagnini Umberto (deputato): è stato indagato per abuso di ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei a Catania.
Sciascia Salvatore (senatore): condannato a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, quando era capo dei servizi fiscali gruppo Berlusconi, alcuni ufficiali della Gdf.
Simeoni Giorgio (deputato): è stato indagato per associazione a delinquere e corruzione per le tangenti sanità nel Lazio.
Speciale Roberto (deputato): condannato in appello a 18 mesi per peculato da parte della Procura militare perché da comandante della Gdf ha utilizzato per scopi personali aerei della Fiamme Gialle.
Tomassini Antonio (senatore): medico, condannato a 3 anni per falso: durante un parto una bambina nacque cerebrolesa ma lui contraffece il partogramma.
Valentino Giuseppe (senatore): è stato indagato per favoreggiamento, si sospetta che abbia rivelato a Ricucci che era intercettato quando era sottosegretario alla giustizia. Il Senato ha negato lâautorizzazione allâuso delle intercettazioni.
Verdini Denis (deputato e coordinatore): indagato per lâinchiesta sulle Grandi opere, ora anche per la P3.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia | Scrivi | Stampa | Iscriviti
Commenti (75) | Cita sul tuo sito |
Ora tocca a voi
Lo scorso primo maggio l'Italia dei Valori ha avviato la raccolta firme per tre referendum. Tre iniziative per abrogare il legittimo impedimento, la privatizzazione dell'acqua e il pericolo nucleare.Â
Lo abbiamo fatto per dare una chance ai cittadini, presi in giro da un Governo che aveva promesso altro. Il centrodestra non ha vinto le elezioni promettendo agli elettori una serie di leggi scansa-processi, oppure la privatizzazione dell'acqua pubblica o, peggio ancora, di voler fare dell'Italia un Paese nuclearizzato.
Ma dal giorno successivo alla vittoria elettorale, questo Governo ha ingessato il Paese con questioni personali. Ha bloccato la macchina amministrativa per tutelare gli interessi di una stretta cerchia di persone, infischiandosene dei veri problemi.
Questo Governo sta legiferando in modo improprio, poiché sta disponendo del potere esecutivo per portare a termine un mandato diverso da quello ricevuto dai suoi elettori.
Con i tre referendum, l'Italia dei Valori ha voluto dare un'opportunità al Paese, affinché la volontà di milioni di persone torni ad essere più importante di quella di una decina di persone.Â
Questi tre referendum rimettono nelle mani dei cittadini la volontà di abrogare tre leggi che hanno un obiettivo molto chiaro: arricchire la cricca e annichilire la democrazia e lo sviluppo del Paese.Â
Domani mattina, alle 10:30, depositeremo in Cassazione le firme raccolte e possiamo rassicurare i cittadini di aver raggiunto e superato il quorum delle 500 mila firme (oltre 2 milioni complessivamente), per ciascun quesito referendario con uno sforzo organizzativo e logistico senza eguali nella storia referendaria italiana.Â
Dopodiché, la responsabilità potrà essere nelle mani di ogni singolo cittadino. Ognuno sarà chiamato a decidere per il futuro del Paese. Ognuno potrà promuovere o bocciare una legge che mette al riparo dalla giustizia le più alte cariche dello Stato, una legge che mira a privatizzare l'acqua pubblica e una legge che prevede l'installazione di centrali nucleari in Italia.Â
Che ognuno faccia la sua parte, allora, smentendo tutte le statistiche e i dati che bollano i referendum come strumenti vecchi, inutili e morti.
Negli ultimi 15 anni, in Italia, lo strumento referendario è sempre caduto nel nulla per non aver raggiunto il quorum. Ne siamo coscienti e siamo a conoscenza delle difficoltà di questa sfida. Ma provarci è un dovere e gettare la spugna sarebbe da codardi.
Nessun altro partito ci ha aiutato nella raccolta firme. In ogni caso non abbiamo mollato. Il futuro del Paese non può passare dalle decisioni di un gruppo di ultrasessantenni che pensano solo ad arricchirsi. Non possono essere questi signori a decidere sull'installazione di una centrale nucleare che sarà un pericolo per le generazioni future che oggi non hanno neanche il diritto al voto.Â
L'Italia dei Valori è al fianco dei cittadini. Come sempre. Ringraziamo tutti coloro che hanno sottoscritto la raccolta firme.Â
Postato da Antonio Di Pietro in Politica | Scrivi | Stampa | Iscriviti
Commenti (104) | Cita sul tuo sito |
27 Luglio 2010
Verdini di vergogna
Condividi la Vir@l Card Idv
Denis Verdini ha lasciato la presidenza del Credito cooperativo fiorentino. Il coordinatore nazionale del Pdl è indagato, con Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino, Flavio Carboni e Massimo Lombardi, per violazione della legge sulla costituzione di società segrete nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3.
Si è dimesso dal suo incarico bancario e non dal partito."Non avrei alcun motivo per dimettermi dal Pdl", ha affermato, uscendo dalla Procura di Roma dopo nove ore di interrogatorio.
Sono rare le occasioni in cui mi trovo dâaccordo con le dichiarazioni di uomini come Verdini e stavolta posso dire di esserlo.
Non reputo opportuno, infatti, a differenza del presidente della Camera, che Verdini debba lasciare il Pdl. Anzi, mi auguro che tutti gli indagati del Pdl restino con Verdini e nel Pdl, per fare un unico e grande partito dei disonesti, piuttosto che vederli riciclarsi da una bottega all'altra pur di far perdere tracce agli elettori e la memoria storica al Paese.
Non è Verdini a dover lasciare il Pdl. Non lo ha fatto Cosentino, non lo ha fatto Matteoli. E soprattutto non lo ha fatto Berlusconi, uno che di logge, corruzione e tangenti se ne intende. Sono gli italiani che devono lasciare il Pdl.
Per me lâimportante è che questi signori abbandonino le istituzioni al più presto, e qualsiasi carica o responsabilità di pubblico interesse. E, se da un canto certi individui devono rimanere nel partito che meglio li rappresenta, altri dovrebbero prenderne rapidamente le distanze.
Il presidente Fini e i suoi sostenitori, che sotto attacco di alcuni giornali e vengono accusati di essere âmanettari come Di Pietroâ, devono al più presto abbandonare gli impresentabili compagni di viaggio che hanno ordito le leggi âsalva criccaâ, dal legittimo impedimento al disegno di legge sulle intercettazioni. Con la prima, si mettono le alte cariche dello Stato al riparo dalla legge. Con il secondo si tutelano i partiti e i loro affari dalle inchieste più scomode. Il legittimo impedimento protegge i Vip, il ddl sulle intercettazioni protegge i galoppini.
Votare la sfiducia al governo da parte dei finiani, appello che ho loro rivolto in queste ore, potrebbe essere lâinizio di questo necessario distinguo tra chi vuol fare politica in modo etico e chi, nella moralità , vede solo una vuota demagogia.
Condotta questâopera di separazione della gramigna dal grano sarà più facile, per i cittadini, nonostante una legge elettorale che non consente di esprimere la preferenza diretta, sapere quale partito sia ricettacolo di corrotti e quali altri possano offrire, se non la certezza, almeno la speranza, di votare facce pulite.
E' proprio per protestare contro lâiniqua manovra varata dal governo e per contrastare la legge sullâeliminazione delle intercettazioni, a cui il bluff degli emendamenti dell'ultima ora non ha cambiato veste, che domani con la Cgil e dopodomani con il popolo viola e la Fnsi, lâItalia dei Valori manifesterà in piazza Montecitorio. Manifestare per la legalità , in questo caso, oltre ad essere un diritto, è anche un dovere.
Dopodomani, inoltre, depositeremo presso la Cassazione le firme raccolte per i tre referendum abrogativi: sul legittimo impedimento, sulla privatizzazione dellâacqua e sul nucleare.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia | Scrivi | Stampa | Iscriviti
Commenti (150) | Cita sul tuo sito |
26 Luglio 2010
Vogliono spegnere la rete
28 e 29 luglio
In piazza contro il bavaglio
LâItalia dei Valori parteciperà il 28 e 29 luglio alla manifestazione organizzata in piazza Montecitorio dal Popolo Viola, insieme alla Cgil e alla Fnsi, contro la manovra finanziaria e il disegno di legge sulle intercettazioni. Continueremo a batterci dentro e fuori il Parlamento per ribadire il nostro ânoâ convinto ad una manovra che premia gli evasori e i furbetti del quartierino e pesa sulle spalle dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione. Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per bloccare il ddl intercettazioni che lede lo Stato di diritto, aiuta la criminalità e le mafie e imbavaglia la libera informazione e la libera circolazione delle idee sulla Rete.
Il Governo Berlusconi sta cercando di chiudere il web con una legge nata male e finita peggio, perché nel tentativo di rammendarla lâhanno storpiata e resa inattuabile. Di seguito pubblico un'intervista che ho rilasciato al quotidiano La Repubblica.
âNon bastava il bavaglio alla stampa, che rimane tutto, ora vogliono pure chiudere Googleâ. Non ha dubbi Antonio Di Pietro e sulla legge annuncia un ostruzionismo durissimo.
LA REPUBBLICA: Rettifiche sul web entro 48 ore. Che ne pensa?
ANTONIO DI PIETRO: âSolo in apparenza si vuol far credere che la norma serve per garantire la privacy, ma in realtà è un modo per spegnere la rete, la cui forza sta nella capacità di autoregolarsi lasciando che ognuno immetta le proprie osservazioni. Un esempio? Il web si è riempito della notizia che ero stato messo sotto indagine. Ma se avessi preteso che, non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia, dovesse essere cancellata, lâunica soluzione era chiudere la rete, perché ormai la notizia si era diffusa a macchia dâolioâ.
LA REPUBBLICA: Non è giusto che la vittima di unâinformazione falsa pretenda la correzione visto che viene danneggiato?
ANTONIO DI PIETRO: âOra che è stata chiesta lâarchiviazione, ho subito inserito la mia replica. La democrazia della rete sta nel fatto che ognuno fornisce la sua versione perché tutti se ne facciano unâidea. Ma la pretesa di togliere una notizia in 48 ore non solo è impossibile, perché si dovrebbe chiudere Google, ma la conseguenza è che nessuno pubblicherà più nulla nel timore di sanzioniâ.
LA REPUBBLICA: Non è troppo agitare lo spauracchio del bavaglio su Google?
ANTONIO DI PIETRO: âLa rete è unâautostrada in cui viaggiano tante auto, anche quelle dei rapinatori, ma per prenderli non si può chiudere lâautostrada, ma dare loro la caccia e arrestarli. Lâobiettivo di Berlusconi è imbavagliare la rete, obiettivo impossibileâ.
LA REPUBBLICA: Altre vie?
ANTONIO DI PIETRO: âUna sola, chiudere lâautostrada di Google. à una censura a 360 gradi, di fatto irrealizzabile. Io pubblico una notizia, seguono i post, che vengono linkati e trasmessi in mille mailing list. Non posso rimuovere la prima notizia, ma risponderne civilmente e penalmente. Non posso correre dietro lâetere della comunicazione, lâiperspazio di cui non ho più alcuna titolarità . Ma la libertà della rete mi consente di diffondere la mia versione nellâimmediatezza del fattoâ.
LA REPUBBLICA: Cosâè inaccettabile nel ddl?
ANTONIO DI PIETRO: âEâ una legge nata male e finita peggio perché nel tentativo di rammendarla lâhanno storpiata e resa inattuabile. Le perle. La prima: la richiesta dellâascolto a tre giudici. Con tribunali sotto organico e per lâincompatibilità di chi ha già trattato un caso tutto si bloccherà . La seconda: aver soppresso la norma Falcone che permetteva di intercettare i reati satellite. Ora restano quelli di mafia che sono lâatto finale di una progressione di indagini che parte da un reato non di mafia. La terza: le ambientali possibili nei luoghi di privata dimora solo se si sta commettendo un reato. Un assurdo logico e giuridico perché in caso di flagranza io arresto e non intercettoâ.
LA REPUBBLICA: E Fini soddisfatto del compromesso?
ANTONIO DI PIETRO: âNon è una conclusione nobile, resta un ddl che blocca le indagini e imbavaglia lâinformazione, perché pure con lâudienza-filtro le notizie non potranno arrivare in tempo reale e in modo completo. Posto che è una legge schifezza, quella di Fini è solo una resa cui lâIdV non vuole sottostareâ.
LA REPUBBLICA: Che farete?
ANTONIO DI PIETRO: âAttueremo ogni tipo di protesta, referendum compreso augurandoci che il Pd ci venga incontro. Ma non lasceremo lâaula perché vogliamo gridare la nostra indignazione fino allâultimoâ.
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione | Scrivi | Stampa | Iscriviti
Commenti (164) | Cita sul tuo sito |
Passaparola di lunedì 26 luglio
Buongiorno a tutti, oggi iniziamo una serie di puntate estive, quindi per vostra e per mia fortuna molto più brevi di quelle ordinarie, che vengono registrate perché parto in vacanza.La cricca e il nuovo CSM (espandi | comprimi)Questo lunedì parliamo del Csm che sta per essere totalmente rinnovato dopo che i magistrati hanno eletto i loro 16 consiglieri, cosiddetti togati.Il Csm è formato da un Presidente che è il Capo dello Stato, il Presidente della Repubblica, ci sono altri due membri di diritto che sono il primo Presidente della Cassazione, il Procuratore Generale della Cassazione, quindi chi câè in quel momento entra di diritto nel Csm, i due magistrati di vertice della Cassazione insieme al Capo dello Stato non sono eletti, ma sono lì sempre, poi câè un vice Presidente che è eletto dal Parlamento, allâinterno di 8 membri laici che secondo gli intendimenti dei nostri padri costituenti, devono essere degli alti esponenti del mondo del diritto, della giurisprudenza, delle persone di notoria competenza, autorevolezza, prestigio, indipendenza e che invece visto che sono eletti dal Parlamento, soprattutto negli ultimi decenni, sono diventati praticamente dei politici trombati in cerca di collocamento, oppure dei politici addirittura in servizio permanente effettivo che vanno a farsi 5 anni di Csm, poi se ne tornano allâattività politica e rappresentano così non il diritto, i cittadini in quanto eletti dal Parlamento, ma rappresentano i loro partiti.
Intanto vediamo cosa stabilisce la nostra Costituzione repubblicana sul Csm che è un organo costituzionale, allâArt. 104 leggiamo âla Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potereâ, quindi è un ordine ma è anche un potere dello Stato, il Csm è presieduto dal Presidente della Repubblica, ne fanno parte di diritto il primo Presidente e il Procuratore generale della Corte di Cassazione, gli altri componenti sono eletti per 2/3 da tutti i magistrati ordinari, tra gli appartenenti alle varie categorie e per 1/3 dal Parlamento, ve lâho detto, nellâattuale composizione sono 8 i laici e 16 i togati, quindi 1/3 e 2/3.
Per 1/3 dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche e Avvocati dopo 15 anni di esercizio, in Consiglio elegge un Vicepresidente tra i componenti designati dal Parlamento, i membri elettivi del Consiglio durano in carica 4 anni, prima ho detto una sciocchezza, ho detto 5 invece sono 4 gli anni di durata e non sono immediatamente rieleggibili, devono almeno aspettare un turno per tornarci, non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
Spettano, Art. 105, al Csm, secondo le norme dellâordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati. Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso, dice lâArt. 106, la legge sullâordinamento giudiziario può mettere alla nomina anche elettiva di Magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli, su designazione del Csm possono essere chiamati allâufficio di consiglieri di Cassazione per meriti insigni professori ordinari di università in materie giuridiche e abbiano 15 anni di esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori, questo è quello che bisogna sapere sul Csm.
Adesso cosa sta succedendo? Sta succedendo che la Magistratura, almeno una parte di essa è nel centro delle polemiche perché un bel gruppetto di magistrati sono stati beccati, grazie alle intercettazioni telefoniche in rapporto con i faccendieri di quella che è stata chiamata la nuova P2 o detta anche P3, gente che aveva rapporti con Carboni condannato per il crac dellâambrosiano con DellâUtri condannato definitivamente per evasione fiscale e condannato in appello per mafia, imputato in altri processi per calunnia etc., con un certo Pasqualino Lombardi, un geometra in pensione di Avellino che incredibilmente riusciva ad arrivare dappertutto, con un certo Arcangelo Martino anche lui condannato per concussione, ex socialista, ora nel Popolo della Libertà e altri personaggini, tra questi magistrati presi in rapporti con questa cricca ci sono il sottosegretario alla Giustizia, Massimo Caliendo, câè il Giudice Gargani, fratello di un deputato ex democristiano e poi di Forza Italia, câè il Giudice Marra che è stato spinto alla presidenza della Corte dâAppello di Milano anche da pressioni di questa cricca, ci sono giudici come il Presidente della Corte dâAppello di Salerno Marconi e altri dei quali si sta occupando anche il Csm.
Le pressioni di questa cricca venivano rivolte a membri del Csm, per far nominare magistrati amici, considerati affidabili dalla cricca e dai mandanti della cricca, oppure per non nominare magistrati non affidabili, questo Consiglio mentre nominava magistrati di quel genere, non dimentichiamo la figura del primo Presidente della Cassazione che fortunatamente da un mese o due è andato in pensione, Vincenzo Carbone che era anche egli intimo di quel Pasqualino da Avellino e è il primo Presidente della Cassazione che ha presieduto le sezioni unite che hanno cacciato o punito magistrati evidentemente inaffidabili per queste cricche come Clementina Forleo, Luigi De Magristris, Nuzi, Verasani e Apicella a Salerno, hanno punito Alfonso Sabella che non ha ottenuto le nomine che aveva chiesto e che è stato sottoposto a un discreto linciaggio dopo essersi opposto alla dissociazione, un progetto che fa parte del trattative Stato â mafia quando lui era al dipartimento dellâamministrazione penitenziaria, alla direzione delle carceri, magistrati inaffidabili al potere, questa cricca e i suoi amichetti, tra i laici e anche tra i togati di diritto del Csm, sono stati messi da parte o addirittura puniti.
Per questo, per recuperare il prestigio del Csm, sarebbe assolutamente necessario che questo nuovo Csm, venisse composto da personaggi di specchiata indipendenza e autonomia, che si ritornasse a quello spirito costituzionale che voleva arrivare a consigli migliori nel mondo del diritto, infatti i nomi non mancano, ci sono insigni giuristi, insigni costituzionalisti che potrebbero essere votati dal Parlamento, anche perché poi tra loro verrà scelto il successore di Mancino, il Vicepresidente e Mancino, ce ne siamo occupati diverse volte, non possiamo certamente dire che sia stato un Vicepresidente che rappresentasse un capolavoro di autonomia e indipendenza, ha sempre fatto politica fin da giovane, nella DC, poi nel Partito Popolare, nella Margherita, in questi anni si è visto dalle sue decisioni, dalle sue prese di posizione, che non era certamente una figura tra quelle auspicate come rappresentative di unâindipendenza assoluta, aveva anche lui i suoi amici etc., poi è naturale, mica nessun delitto, ma sarebbe meglio che i membri del Csm, soprattutto il Vicepresidente non avesse amicizie e una carriera politica così attiva e così, in qualche modo, influenzante alle sue spalle. Un CSM pulito nell'interesse di tutti (espandi | comprimi)Quindi sarebbe opportuno che i partiti facessero non uno, ma 10 passi indietro, sarebbe opportuno che il Capo dello Stato li invitasse nel momento in cui dice: eleggete i membri laici, perché i membri laici devono essere votati dal Parlamento con maggioranza qualificata, non con il 50% e quindi il rischio è che avvenga una spartizione, che il centro-destra dica al centro-sinistra: noi certa gente ve la votiamo e certa gente non ve la votiamo, ma anche che il centro-sinistra dica al centro-destra: certa gente non ve la votiamo, ne votiamo degli altri. Quindi urge un appello del Presidente del Csm, affinché si eviti di mandare avvocati di politici o politici in servizio permanenti e invece purtroppo i nomi che si leggono sui giornali per gli 8 membri laici del nuovo Csm, sono tutti politici o Avvocati di politici, peraltro con delle storie tuttâaltro che cristalline.
Il centro-destra ne dovrebbe eleggere 5 e il centro-sinistra ne dovrebbe eleggere 3, tra i quali dovrebbe essere tratto il Vicepresidente del Csm, che Berlusconi voglia mettere dei suoi amichetti affidabili lo sappiamo, la sua concezione delle istituzioni è una concezione proprietaria, io mando lì gente fedele a me, pensa così persino della Corte Costituzionale, figuratevi del Csm, infatti ci vuole mettere Biondi lâex Ministro della il giustizia, quello del Decreto Salvaladri, quello delle ispezioni contro la Procura di Milano, nonché parlamentare da 50 anni, a dire poco.
Ci vuole mandare Gargani, il fratello del Magistrato che è sotto procedimento disciplinare per i rapporti con la P3 e non stiamo parlando del colpe di un fratello che devono ricadere sullâaltro, ma i fratelli Gargani, come ha raccontato Il Fatto lâaltro giorno, anche loro avellinesi, hanno una storia in comune, il Giudice Gargani, fratello dellâOn. Gargani, è stato spesso al Ministero, ha lavorato spesso al Ministero, dentro governi di Berlusconi, quindi non stiamo parlando di capolavori di lontananza dalla classe politica e poi vogliono mettere, si parla di altri.
Quindi è ovvio che da Berlusconi non ci si può attendere che nomini persone di specchiata indipendenza e autonomia, ci sarebbe da meravigliarsi lo facesse, câè da aspettarsi però che lo facciano altri, per esempio i finiani, i quali invece pare che vogliano nominare un certo Lo Presti che è un Avvocato siciliano che ha fatto il parlamentare anche lui più volte, che non è certamente rispondente a quei criteri di estraneità ai giochi della politica e ci sarebbe da attenderselo dal PD, il quale essendo insieme allâItalia dei Valori, e allâUdc allâopposizione, è chiamato a concordare 3 candidature, a meno che lâUdc non ottenga una delle 5 del centro-destra e chi vogliono mettere questi signori del PD? Vogliono mettere lâex Avvocato di DâAlema, Guido Calvi è un ottimo Avvocato, persona eccelsa, ma anche lui nel pieno della contesa politica, oltre a avere rappresentato DâAlema, per esempio nel caso Unipol, dove si scatenò contro i magistrati che avevano indagato, osato indagare sui rapporti tra DâAlema e consorte e raccogliere le intercettazioni e chiedere al Parlamento di utilizzarle, Guido Calvi era proprio uno degli ayatollah contro Clementina Forleo etc., è opportuno che lâAvvocato di DâAlema vada al Csm, assolutamente no, come non è opportuno che ci vada Fanfani nipote di cotanto politico e anche lui persona perbenissimo naturalmente, però anche lui parlamentare della Margherita per diversi anni e poi non è opportuno che ci vadano altri politici i cui nomi si fanno in questi giorni.
LâUdc chi ci vuole spedire? Ci vuole spedire Michele Vietti, fedelissimo di Casini, è un politico democristiano torinese, che ha fatto il sottosegretario alla Giustizia nel secondo governo Berlusconi, quando lâUdc stava con Berlusconi e come sottosegretario alla Giustizia ha condiviso e votato e contribuito a scrivere tutte le leggi vergogna della legislatura dal 2001 al 2006 e materialmente si è occupato di stilare le tabelle con le soglie di non punibilità per la legge sul falso in bilancio, sapete che il falso in bilancio è reato soltanto quando si superano certe soglie e guarda caso Vietti calcolò quelle soglie in modo che Berlusconi ci stesse dentro per mandare in fumo i suoi processi per falso in bilancio, vogliono mandare questo al Csm e addirittura con lâappoggio del PD, eleggerlo Vicepresidente del Csm al posto di Mancino.
Ricordo che anni dopo, persino Tremonti disse che forse era il caso di ripristinare il reato di falso in bilancio come era prima, ma Vietti rispose: sono contrario a cambiare di nuovo il falso in bilancio, una nuova riforma farebbe sospettare che la precedente sia stata fatta per salvare dal processo qualche imputato in particolare, ma va?! E certo la volevano cambiare dopo che la legge sul falso in bilancio, aveva consentito a Berlusconi di mandare in fumo i suoi processi per falso in bilancio, con la formula âil fatto non è più previsto dalla legge come reatoâ perché lâimputato con lâaiuto di Castelli e di Vietti, glielâaveva depenalizzato e questa dovrebbe essere la figura destinata a restituire il prestigio di autonomia e di indipendenza di un Csm inquinato dalla P3, ci si manda uno politicamente inquinato già in partenza, non câè neanche il timore che si inquini dopo perché arriva già inquinato prima e il PD vuole fare una scelta di questo genere?
Noi su Il Fatto abbiamo lanciato un appello ai finiani, al PD e allâItalia dei Valori perché mandino personalità di provata indipendenza, che non abbiano tessere, avventure politiche alle spalle, finora ci ha risposto soltanto Di Pietro, Micromega ha lanciato un appello firmato da Margherita Hack, Paolo Flores DâArcais, Andrea Camilleri e Umberto Eco in tal senso e non hanno avuto risposte, hanno avuto naturalmente decine di migliaia di persone che lâhanno sottoscritto, anzi andate sul sito di Micromega oppure su quello del Il Fatto quotidiano, sottoscrivetelo, solo Di Pietro ha risposto dicendo: non metto, inizialmente sembrava intenzionato a mettere lâAvvocato Li Gotti che unâottima persona anche lui, ma è parlamentare, è stato sottosegretario del Governo Prodi, quindi non è bene che in questa fase ci vadano uomini di partito, infatti Di Pietro ha detto: faccio un passo indietro e per me va bene se sosteniamo giuristi come Vittorio Grevi, come lâex Presidente della Consulta Gustavo Zagrebelsky, come lâex giudice Bruno Tinti o come Franco Cordero, uno dei padri del diritto penale, della procedura penale in Italia, sono questi i nomi naturalmente che sarebbero auspicabili e tanti altri ce ne sono il Prof. Giostra, il Prof. Ainis, Lorenza Carlassare collaboratrice de Il Fatto, costituzionalista insignissima, Borrelli, lâex Procuratore di Milano, che sarebbe una figura altissima e nobilissima e darebbe lustro a questa istituzione, credo che dipenda molto anche da noi che il Consiglio Superiore uscirà da questa settimana che comincia oggi, dipende dalla pressione che questi appelli e dal numero di firme che questi appelli riceveranno per fare pressione sul Partito Democratico dove già gli amici di DâAlema pare si siano messi dâaccordo con gli amici di Casini per mandare avanti Vietti in cambio del permanere di Casini allâopposizione della sua resistenza alle sirene per un ritorno di fiamma con Berlusconi nelle cene a casa Vespa, il Csm usato addirittura, come merce di scambio per contropartite politiche, questo è quello che non solo si spera, ma che bisogna pretendere dai partiti di opposizione, gli elettori del PD se lo ricordino, è in queste fasi cruciali che si valuta la qualità dell'opposizione e è in queste frasi cruciali che bisogna decidere per chi votare alle prossime elezioni in qualunque momento saranno, se il PD si presterà a questo orrendo inciucio per mandare Vietti o altri politicanti al Csm, vorrà dire che non ha imparato nessuna lezione e che è rimasto lo stesso di prima e che quindi non merita nessuna fiducia.
Lâunico modo per farglielo sapere è scrivere, telefonare, firmare lâappello, mandare fax, e-mail a questi signori con la minaccia di non votarli mai più, se non ci daranno finalmente un Csm dal quale scompaiano le zampe dei partiti, almeno di alcuni partiti che dicono, sostengono e sperano che la gente ci creda di essere diversi da Berlusconi, passate parola!
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione | Scrivi | Stampa | Iscriviti
Commenti (3) | Cita sul tuo sito | |